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La seconda rivoluzione francese e la messa in discussione della democrazia rappresentativa

- 4 Aprile 2023

SOMMARIO: 1. Premessa. 2. Cosa dice esattamente il co. 3 dell’articolo al quale il Primo Ministro francese Élisabeth Borne vuole fare ricorso?.  3. Approfondimento: il sistema del semi-presidenzialismo francese. 4. I poteri del Presidente della Repubblica francese. 5. I poteri del Primo Ministro. 6. Il Primo Ministro ed il rapporto con il Parlamento. 

Premessa

Da giorni oramai infuriano le proteste in Francia dopo la decisione del Governo di innalzare l’età minima della pensione da 62 a 64 anni. Questa rivoluzione, partita inizialmente come uno sciopero pacifico, si è trasformata poi in un assedio non solo alla città di Parigi, ma in tantissime altre città francesi, dove, milioni di persone si sono mobilitate per protestare contro la riforma delle pensioni, spesso anche in modo molto violento, assaltando negozi, spaccando vetrine e appiccando incendi per le strade.

In questi ultimi giorni si è addirittura parlato di un Golpe bianco[1] da parte del Governo di Macron, che metterebbe in discussione l’essenza stessa della democrazia rappresentativa. La crisi del regime è iniziata nel momento in cui le manifestazioni hanno portato alla luce il fatto che il Governo francese non ha la maggioranza parlamentare per attuare la controriforma delle pensioni e, dunque, decidendo di ricorrere all’ Articolo 49.3 della Costituzione del 1958 che consente a tutti gli effetti al Presidente di varare una legge anche senza ottenere il voto del Parlamento. Il Presidente Macron rischia grosso e, il suo atteggiamento, è stato considerato dal popolo come un vero e proprio attacco al Parlamento e al concetto stesso di democrazia.

Cosa dice esattamente il co. 3 dell’articolo al quale il Primo Ministro francese Élisabeth Borne vuole fare ricorso?

Secondo tale disposizione, il Primo ministro «può, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, impegnare la responsabilità del Governo dinanzi all’Assemblea nazionale sul voto di un projet de loi de finances o di un projet de loi de financement de la sécurité sociale. In tal caso, questo projet si considera adottato, salvo che venga votata […] una mozione di censura depositata nelle ventiquattr’ore successive. Il Primo ministro, inoltre, può fare ricorso a questa procedura per un altro projet o proposition de loi per sessione».[2]

L’articolo in questione permette dunque, di imporre un progetto di legge senza aver bisogno del voto del Parlamento, rendendo quindi lo stesso Governo responsabile di fronte l’Assamblée Nationale. Questo tipo di ricorso rappresenta un duro colpo alla democrazia e, di conseguenza, la possibilità che si possa scavalcare il Parlamento ogni qualvolta il Governo non abbia la maggioranza.

Come viene specificato all’interno dell’articolo, vi è la possibilità di presentare una mozione di censura entro 24 ore. Anche la mozione di censura deve essere adottata secondo delle regole precise: si contano solo i voti a favore della mozione di censura questa può essere adottata solo dalla maggioranza dei membri dell’Assenmblée Nationale. Se ciò dovesse accadere e, quindi, la mozione di censura viene approvata, il testo viene respinto e il governo viene rovesciato.

Ben due mozioni di sfiducia sono state presentate contro il Governo di Élisabeth Borne ma, nessuna è stata approvata dall’Assemblea. La prima mozione di sfiducia, proposta dal gruppo centrista “Liot”, su 287 voti necessari per far cadere l’esecutivo, ne ha raggiunti 278, decretando così, per soli nove voti l’invalidità della mozione di censura. Per quanto riguarda la seconda mozione, che è stata presentata dal gruppo di estrema destra “Rassemblement National” (Fronte Nazionale) guidato da Jean-Marie Le Pen, ha ottenuto solo 94 voti. La riforma può dirsi quindi adottata dal Parlamento e adesso dovrà passare al Consiglio Costituzionale.

Le guerriglie in Francia non sono però diminuite, al contrario, sono molti i leader di diversi partiti politici che incitano il popolo a non fermarsi e a proseguire la battaglia con manifestazioni e scioperi. Jean-Luc Mélenchon, leader del partito di estrema sinistra “La France Insoumise”, ha affermato che il prossimo passo è quello della sfiducia popolare, dopo il fallimento delle due mozioni di censura.

Nuovi scenari politici si stanno aprendo in Europa e la domanda da farsi è “qual è il prezzo della democrazia?”.

Approfondimento: il sistema del semi-presidenzialismo francese

La Francia è una repubblica basa su un sistema identificato come semi-presidenziale, in quanto, il potere esecutivo viene condiviso tra il Presidente della Repubblica ed il Primo Ministro.

Il Presidente viene eletto tramite un suffragio universale diretto a doppio turno (quindi viene eletto direttamente dal popolo) e nomina il Primo Ministro sulla base del risultato elettorale. Per essere eletti al primo turno c’è bisogno della maggioranza assoluta dei voti. Se questa maggioranza non viene ottenuta da nessun candidato, vanno al ballottaggio i due che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di voti.

Ci possono essere casi, seppur rari, di coabitazione, ovvero quando il Presidente ed il Primo Ministro sono di due formazioni politiche diverse. Nella storia della Repubblica francese questo è accaduto, infatti solo tre volte: dal 1986 al 1988 quando il Primo Ministro Jacques Chirac era neogollista e il Presidente François Mitterand era di ideali socialisti; dal 1993 al 1995 sempre durante la presidenza Mitterand il Primo Ministro, Edouard Balladur, era a capo dell’opposizione e, infine dal 1997 al 2002, quando Chirac era Presidente e Jospin Period, il Primo Ministro, esponente del partito socialista.

I poteri del Presidente della Repubblica francese

Il Presidente della Repubblica francese ha diversi poteri, essendo egli la figura istituzionale più importante. La Costituzione francese dedica, infatti, al Presidente l’intero Titolo II (artt. 5-19), chiarendo che egli rappresenta la Francia e assicura il funzionamento dei poteri pubblici ma è anche uno degli elementi dell’ esecutivo diarchico.

In base agli articoli 15 e 52 della Costituzione il Presidente della Repubblica è il capo delle forze armate, presiede i consigli e i comitati superiori della difesa nazionale e negozia e ratifica i trattati. Come è stato già sottolineato egli ha anche il potere di eleggere il Primo Ministro ma, secondo l’articolo 9 egli presiede anche il Consiglio dei ministri. Il Presidente della Repubblica gode, dunque di ampi poteri, in quanto in base all’articolo 10 della Costituzione può promulgare le leggi entro 15 giorni dalla trasmissione al Governo della legge definitivamente approvata e può sottoporre a referendum i disegni di legge (relativi però a determinate materie). Secondo l’articolo 16 il Presidente può, in una situazione di assoluta gravità, assumere dei poteri eccezionali. Esso stabilisce che

“Quando le istituzioni della Repubblica, l’indipendenza della nazione, l’integrità del territorio o l’esecuzione degli impegni internazionali sono minacciati in maniera grave ed immediata e il regolare funzionamento dei poteri pubblici costituzionali è interrotto, il Presidente della Repubblica adotta le misure richieste dalle circostanze dopo aver ufficialmente consultato il Primo ministro, i Presidenti delle assemblee ed il Presidente del Consiglio costituzionale. Egli ne informa la nazione con un messaggio. Tali misure devono essere ispirate dalla volontà di assicurare ai poteri pubblici costituzionali, nel minor tempo possibile, i mezzi necessari per provvedere ai loro compiti. Il Consiglio costituzionale è consultato al riguardo. Il Parlamento si riunisce di pieno diritto. L’Assemblea nazionale non può essere sciolta durante l’esercizio dei poteri eccezionali. Passati trenta giorni di esercizio dei poteri eccezionali, il Consiglio costituzionale può essere incaricato dal Presidente dell’Assemblea nazionale, dal Presidente del Senato, da sessanta deputati o da sessanta senatori, di verificare se le condizioni di cui al primo comma sussistano ancora. Il Consiglio si pronuncia nel più breve tempo possibile tramite un parere pubblico. Procede di pieno diritto a tale esame e si pronuncia alle stesse condizioni allo scadere dei sessanta giorni di esercizio dei poteri eccezionali e in ogni altro momento oltre tale durata.”.
 

L’articolo 89 stabilisce l’ultimo dei poteri del Presidente della Repubblica francese e, stabilisce che l’iniziativa di revisione della Costituzione spetta congiuntamente al Presidente della Repubblica, su proposta del Primo ministro, e ai membri del Parlamento. La forma repubblicana del Governo non costituisce oggetto di revisione e nessuna procedura di revisione può essere avviata o proseguita quando è in corso una violazione dell’integrità del territorio.  [3]

I poteri del primo ministro

A nominare il Primo Ministro della Repubblica francese è il Presidente e, questo viene stabilito dall’articolo 8 della Costituzione. Secondo l’articolo 21, poi, il Primo Ministro dirige l’azione del Governo, è responsabile della difesa nazionale (ricordiamo che è il Presidente il Capo delle Forze Armate) e assicura l’esecuzione delle leggi. Esercita, il potere regolamentare e attribuisce le cariche civili e militari. Può delegare alcuni poteri ai ministri e sostituisce, se si mostrasse la necessità, il Presidente della Repubblica nella presidenza dei consigli e dei comitati. Il Primo Ministro può, a titolo eccezionale, sostituirlo anche nella presidenza di un Consiglio dei ministri, dietro delega espressa e per un ordine del giorno determinato.

Il Primo Ministro ed il rapporto con il Parlamento

Il Parlamento francese è costituito dall’Assemblea Nazionale (la Camera dei Deputati) e dal Senato. Il Senato si può considerare un’Assemblea parlamentare a tutti gli effetti, esso può votare le leggi sia di iniziativa del Governo che di iniziativa Parlamentare. Durante i procedimenti legislativi ogni testo viene esaminato da una delle 7 commissioni permanenti o da una commissione speciale, prima di essere discusso dall’Assemblea. Il Senato può deliberare anche su ogni revisione della Costituzione, controlla l’azione del Governo e assume un ruolo particolare, nell’ambito del Parlamento francese, di rappresentante degli enti territoriali (comuni, dipartimenti, regioni…)[4].

L’Assemblea Nazionale svolge funzione legislative e di controllo sull’operato del Governo che può sfiduciare con mozione di censura. L’Assemblea Nazionale è dal 1789, anno della sua nascita, il simbolo della democrazia francese ed è formata da 577 deputati che nel loro mandato hanno il compito di fare l’interesse generale del popolo francese e, per tali motivi, sono in continuo contatto con i cittadini. Il rapporto tra il Primo Ministro e il Parlamento francese si basa sull’articolo 28 della Costituzione, il quale permette al Primo Ministro di convocare giorni supplementari di seduta del Parlamento anche quando la seduta supera i 120 giorni (termine massimo per le sedute del Parlamento). La decisione deve però essere fatta previa consultazione del Presidente dell’Assemblea interessata (Assemblea Nazionale o Senato). In base all’articolo 29 spetta al Primo Ministro chiedere una nuova sessione prima della fine del mese successivo al decreto di chiusura della seduta. Il Primo Ministro impegna la responsabilità del Governo sul suo programma, per questa motivazione, l’Assemblea Nazionale può ricorrere alla mozione di sfiducia secondo le condizioni dettate dall’articolo 49.7.

Molte delle iniziative del Primo Ministro sono congiunte a quelle dei membri del Parlamento tra cui abbiamo l’iniziativa delle leggi e l’iniziativa di revisione costituzionale[5].

[1] Fausto Bertinotti, “Cosa sta succedendo in Francia, Macron e l’attuazione di un golpe bianco”, Il Riformista, 26 Marzo 2023.

[2] Corte Costituzionale, Servizio studi area di Diritto Comparato, “Durante la discussione sulla loi de finances, il Governo annuncia il ricorso all’art. 49, comma 3, della Costituzione”, 24 ottobre 2022.

[3] Diritto Consenso, “I poteri del Presidente della Repubblica francese”, 4 marzo 2022 [online]: https://www.dirittoconsenso.it/2022/03/04/poteri-del-presidente-della-repubblica-francese/ .

[4] Sénat, un site au service des citoyens [online]: https://www.senat.fr/lng/it/il_ruolo_del_senato.html .

[5] Diritto Consenso, “Il Primo Ministro della Franca”, 10 marzo 2022.

 

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