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Qual è il diritto giusto per Internet

- 19 Giugno 2023

Premessa

Il presente contributo si pone l’obiettivo di affrontare il delicato tema dei confini tra i diversi mezzi di diffusione del pensiero, fluttuanti e sempre meno netti, le categorie rigide non più rispondenti e la realtà tecnologica in continua evoluzione, che rivelano l’obsolescenza delle vecchie regole poste dal legislatore. Non è possibile rassegnarsi a che l’evoluzione dettata dalla rivoluzione digitale possa inaridire la ragione. Il fine dell’elaborato è dimostrare che esistono gli strumenti per dare una risposta diversa e costituzionalmente adeguata: tra essi sicuramente ci sono i principi del costituzionalismo, il free market basato su una effettiva concorrenza tra le piattaforme e sulla libera circolazione informativa. Con questi strumenti si potrà promuovere uno sviluppo dell’economia digitale che tuteli la concorrenza, che non alimenti il digital divide e che rispetti le libertà fondamentalidell’individuo..

SOMMARIO: 1. Premessa. 2. La self regulation come prospettiva di regolamentazione. 3. L’oversight board di Facebook: il controllo dei contenuti tra procedure provate e norme pubbliche. 4. La coregulation come prospettiva auspicabile. 5. Chi sarà candidato al ruolo di legislatore sovraordinato?. 6. La tensione tra l’essere e il dover essere in rete. 7. Considerazioni conclusive sulla ricerca di una governance in rete.

*Il contributo ha superato con esito favorevole la valutazione anonima da parte di un revisore scelto tra i membri del comitato di valutazione/scientifico ovvero da un revisore esterno da questi indicato e confluirà nel numero 3 del 2023. 

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Citazione del contributo:

M. Manganelli, Qual è il diritto giusto per Internet, in De Iustitia, 3, 2023.

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