Abstract
Il contributo esamina le conclusioni dell’Avvocata Generale Ćapeta nella causa C-555/24 P, MEDEL e a. c. Consiglio, relativa alla legittimazione ad agire di associazioni di magistrati avverso la decisione del Consiglio di approvazione del piano nazionale di ripresa e resilienza polacco, con particolare riguardo ai traguardi in materia di indipendenza giudiziaria. Muovendo dai requisiti dell’art. 263, quarto comma, T.F.U.E., l’analisi ricostruisce il trattamento dell’incidenza diretta e individuale e il criterio generale che l’Avvocata Generale propone per l’accesso delle associazioni al sindacato di legittimità. Il commento colloca tale proposta nel solco della giurisprudenza sulla tutela giurisdizionale effettiva, saggiandone la tenuta rispetto alla tradizione restrittiva di matrice Plaumann e alle più recenti aperture nel contenzioso strategico e di rule of law. Se ne valutano infine la coerenza sistematica e le implicazioni per il ruolo delle formazioni associative dinanzi al giudice dell’Unione.
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SOMMARIO: 1. Premessa. 2. Il contesto normativo relativo al dispositivo per la ripresa e la resilienza. 3. La vicenda processuale: i super traguardi del P.N.R.R.. Polacco e l’ordinanza di irricevibilità del Tribunale. 4. Il quadro normativo: la legittimazione ad agire dei ricorrenti non privilegiati ex art. 263, quarto comma, T.F.U.E.. 5. Le conclusioni dell’avvocata generale Capeta: struttura e dispositivo. 5.1. La legittimazione «per conto dei propri membri»: l’incidenza diretta e individuale sui giudici polacchi (e non). 5.2. La svolta: la legittimazione «in nome proprio» e la teoria dell’«identità» dell’associaizone. 6. Osservazioni conclusive.
*Il contributo ha superato con esito favorevole la valutazione anonima da parte di un revisore scelto tra i membri del comitato di valutazione/scientifico ovvero da un revisore esterno da questi indicato e confluirà nel numero 3 del 2026.
Citazione del contributo:
A. M. Borgese, Nuovi orizzonti per la legittimazione attiva: l’accesso delle associazioni al controllo di legittimità degli atti dell’unione europea, in De Iustitia, 3, 2026.




