Abstract
La sentenza n. 13382 del 2026 della Seconda Seziona Penale della Corte di cassazione affronta il problema della configurabilità del concorso tra tentata estorsione e atti persecutori, escludendo tra le due fattispecie un rapporto di specialità ai sensi dell’art. 15 c.p. e riconoscendo, nel caso concreto, la possibilità del concorso formale. La nota si concentra sui criteri di delimitazione del concorso apparente di norme, esaminando la struttura delle due fattispecie e il rilievo attribuito dalla Corte alla diversità dei beni giuridici e delle finalità perseguite. L’analisi mira, in particolare, a verificare la tenuta della soluzione adottata alla luce dei principi elaborati dalla giurisprudenza in materia di specialità.
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SOMMARIO: 1. La vicenda processuale e la questione controversa. 2. Il rapporto tra atti persecutori e tentata estorsione. 3. Considerazioni conclusive.
*Il contributo ha superato con esito favorevole la valutazione anonima da parte di un revisore scelto tra i membri del comitato di valutazione/scientifico ovvero da un revisore esterno da questi indicato e confluirà nel numero 4 del 2026.
Citazione del contributo:
T. Leto, L’esclusione del rapporto di specialità tra tentata estorsione e atti persecutori: osservazioni a margine di una recente pronuncia della Cassazione, in De Iustitia, 4, 2026.




