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Il tramonto dell’abuso d’ufficio e l’alba di un nuovo “peculato per distrazione” L’abrogazione dell’art 323 c.p. e l’introduzione dell’art. 314-bis c.p., tra abolitio criminis e continuità normativa

- 23 Luglio 2025

Abstract

L’abrogazione dell’abuso di ufficio rappresenta l’esito di una lunga parabola discendente, che ha visto via via restringersi, nel corso dei decenni, l’ambito applicativo di una fattispecie dai contorni indefiniti e perciò problematica sotto il profilo della legalità penale. Tuttavia, alla scelta ablativa ha fatto immediato seguito l’introduzione di una nuova figura di reato, che contempla una sorta di nuovo peculato per distrazione. Tale intricata vicenda normativa, sulla quale si sono subito registrate voci critiche in dottrina e giurisprudenza, trova genesi e sviluppo nel contesto della dimensione multilivello degli ordinamenti giuridici, ove oramai anche le scelte in materia penale sembrano essere, il più delle volte, “a rime obbligate”.

SOMMARIO: 1. Premessa. 2. L’evoluzione normativa dell’articolo 323 c.p. una veloce ricognizione. 3. Profili critici dell’abrogazione del reato di abuso d’ufficio: vulnerabilità del sistema sanzionatorio e compatibilità con gli obblighi sovranazionali. Il ruolo vicario dell’art. 314-bis c.p.. 4. Conclusioni.  

*Il contributo ha superato con esito favorevole la valutazione anonima da parte di un revisore scelto tra i membri del comitato di valutazione/scientifico ovvero da un revisore esterno da questi indicato e confluirà nel numero 4 del 2025. 

Citazione del contributo:

A. Bifulco, Il tramonto dell’abuso d’ufficio e l’alba di un nuovo “peculato per distrazione”. L’abrogazione dell’art 323 c.p. e l’introduzione dell’art. 314-bis c.p., tra abolitio criminis e continuità normativa, 4, 2025.

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