Abstract
La riforma Cartabia ha introdotto le ordinanze di accoglimento e di rigetto della domanda (artt. 183-ter e 183-quater c.p.c.) con l’obiettivo di accelerare e semplificare il processo civile. Tuttavia, la possibilità di contestare tali provvedimenti in nuovi giudizi, unita a difficoltà interpretative e limiti applicativi, ne riduce significativamente l’efficacia pratica. Questi strumenti, pur pensati per la deflazione del contenzioso, generano incertezze e paradossi, delineando un quadro normativo complesso e di impatto ancora limitato.
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SOMMARIO: 1. Premessa. 2. Ordinanza di accoglimento e le sue implicazioni giuridiche. 3. Ordinanza di rigetto un istituto superfluo?. 4. Una riforma incompiuta ed il paradosso delle ordinanze.
*Il contributo ha superato con esito favorevole la valutazione anonima da parte di un revisore scelto tra i membri del comitato di valutazione/scientifico ovvero da un revisore esterno da questi indicato e confluirà nel numero 1 del 2026.
Citazione del contributo:
D. Guerriero, Ordinanze definitorie e la sfida della rapidità processuale, in De Iustitia, 1, 2026.




