Abstract
Il contributo analizza in modo sistematico la composizione negoziata della crisi d’impresa, mettendone in luce funzione, struttura normativa e principali criticità applicative. La composizione negoziata si configura come un percorso volontario, privatistico e tendenzialmente degiurisdizionalizzato, finalizzato al risanamento dell’impresa in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario, di crisi o anche di insolvenza, purché sussistano concrete prospettive di recupero. L’analisi evidenzia come la composizione negoziata non costituisca una procedura concorsuale in senso proprio, ma un iter flessibile scandito dalle fasi di accesso, svolgimento delle trattative e conclusione, nel quale il legislatore disciplina essenzialmente il punto di avvio e i possibili esiti, lasciando ampio spazio all’autonomia negoziale delle parti. Centrale è il ruolo dell’esperto indipendente, figura terza e imparziale, chiamata ad agevolare le trattative senza poteri autoritativi, ma al tempo stesso investita di rilevanti doveri di vigilanza sulla correttezza del processo negoziale, sulla trasparenza informativa e sulla effettiva perseguibilità del risanamento. Il lavoro si sofferma sui requisiti di accesso all’istituto, sul funzionamento della piattaforma telematica nazionale, sui doveri delle parti – con particolare attenzione agli obblighi gravanti su banche e intermediari finanziari – e sul delicato equilibrio tra autonomia privata e interventi giudiziali limitati, rappresentati dalle c.d. “parentesi giurisdizionali” relative alle misure protettive, cautelari e alle autorizzazioni del tribunale. Ampio spazio è dedicato alle misure di protezione del patrimonio, alla gestione dell’impresa in pendenza delle trattative e al regime di esenzione e conservazione degli effetti degli atti compiuti durante la composizione negoziata. In conclusione, il contributo ricostruisce i possibili esiti del percorso, evidenziando come la composizione negoziata assuma una funzione eminentemente preventiva e preparatoria rispetto agli strumenti di regolazione della crisi e dell’insolvenza, pur presentando profili interpretativi e applicativi ancora oggetto di dibattito dottrinale e giurisprudenziale.
—
SOMMARIO: 1. Introduzione. 2. Gli elementi caratterizzanti dell’istituto. 3. Gli “strumenti” operativi. 4. Requisiti di indipendenza e doveri dell’esperto; doveri delle parti. 5. Accesso alla CNC e suo funzionamento. 6. Misure protettive e cautelari. Sospensione degli obblighi conseguenti a riduzioni del capitale per perdite. 7. Gestione dell’impresa in pendenza di cnc e regime di esenzione per alcuni atti. 8. Conclusioni delle trattative e possibili esiti della CNC. 8.1. L’accordo con il fisco. 9. Concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio. 9.1. Prima fase9.2. Seconda fase 9.3. Liquidazione del patrimonio-adempimento del concordato fase. 9.4. Misure cautelari protettive. 9.5. Revoca e risoluzione del concordato semplificato. 10. Il gruppo di imprese e la CNC. 11. Imprese sotto soglia. 12. Le misure premiali. 13. Limiti di accesso alla composizione negoziata. 14. La CNC in numeri.
*Il contributo ha superato con esito favorevole la valutazione anonima da parte di un revisore scelto tra i membri del comitato di valutazione/scientifico ovvero da un revisore esterno da questi indicato e confluirà nel numero 1 del 2026.
Citazione del contributo:
M. Ferrari, La composizione negoziata della crisi d’impresa: funzione, disciplina, problematiche, in De Iustitia, 1, 2026.




