Abstract
La sentenza in commento ha ad oggetto l’assoggettabilità ad IMU delle piattaforme estrattive offshore situate entro i limiti del mare territoriale. La Suprema Corte conferma la legittimità della potestà impositiva comunale sui manufatti collocati entro le dodici miglia dalla costa, valorizzando il collegamento economico-funzionale con il Comune costiero e il principio di capacità contributiva. Viene inoltre ribadita la natura immobiliare delle piattaforme, accatastabili e idonee a produrre reddito, nonché l’applicabilità del metodo contabile per la determinazione della base imponibile in assenza di rendita catastale. La pronuncia esclude l’operatività dell’esimente dell’incertezza normativa e chiarisce che l’introduzione dell’IMPi nel 2020 non ha natura innovativa, ma meramente sostitutiva dell’IMU.
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SOMMARIO: 1. Premessa. 2. La potestà impositiva comunale nel mare territoriale. 3. I presupposti e la difficoltà nella determinazione della base imponibile dell’IMU. 4. L’esimente dell’incertezza normativa tra rigore interpretativo e prospettive della riforma delle sanzioni. 5. Dall’IMU all’IMPi: gli effetti della natura sostitutiva sul prelievo. 6. Considerazioni conclusive.
*Il contributo ha superato con esito favorevole la valutazione anonima da parte di un revisore scelto tra i membri del comitato di valutazione/scientifico ovvero da un revisore esterno da questi indicato e confluirà nel numero 2 del 2026.
Citazione del contributo:
C. Ascione, Nota a margine della sentenza della Cassazione, sez. V, 5 settembre 2025, n. 24617 in tema di IMU sulle piattaforme marine, in De Iustitia, 2, 2026.




