SOMMARIO: 1. Massima. 2. Il fatto. 3. La decisione. 4. Conclusioni. Massima L’istituto della desistenza può operare soltanto se interviene in una fase nella quale l’attività esecutiva non è ancora esaurita, altrimenti potrà configurarsi soltanto l’ipotesi di recesso attivo. Inoltre, la desistenza per assumere rilievo deve essere volontaria, ossia l’interruzione della condotta deve essere la conseguenza di un’autonoma […]
Corte di Giustizia 29 aprile 2025 nella causa C 181/23, Commissione c. Malta, ECLI:EU:C:2025:283
SOMMARIO: 1. Massima. 2. Antefatto della causa. 3. Le motivazioni della pronuncia della Corte di giustizia. Massima Il programma maltese che consente di ottenere la cittadinanza in cambio di investimenti viola il diritto dell’Unione. Sebbene spetti ai singoli Stati membri stabilire le regole per il riconoscimento della cittadinanza nazionale, questa competenza deve essere esercitata nel rispetto dei principi […]
L’applicabilità del 2 comma art 337 c.p.c.: il rapporto tra il giudizio di cognizione e quello di ottemperanza – Consiglio di Stato., sez. III – ordinanza 9 aprile 2025, n. 3017
SOMMARIO: 1. Massima. 2. Il fatto. 3. La decisione. 4. Conclusioni. Massima L’art. 337, co. 2 c.p.c. è applicabile anche nel processo amministrativo, consentendo al giudice amministrativo di sospendere il giudizio in attesa della definizione di una causa pregiudiziale pendente in altra sede, qualora la decisione di quest’ultima possa influire sull’esito del giudizio principale. Il fatto Il Consiglio […]
Il Consiglio di Stato si pronuncia sul tema del tempestivo onere di impugnazione in materia di approvazione del piano regolare comunale – Cons. di Stato, sez. IV, 1° aprile 2025, n. 2729
SOMMARIO: 1. Massima. 2. Il fatto. 3. La decisione. 4. Conclusioni. Massima L’approvazione del piano regolatore dà vita ad un atto formalmente e sostanzialmente diverso da quello di adozione del piano (diverso per l’efficacia giuridica, per l’autorità emanante, per l’esercizio di un’autonomia e piena discrezionalità): ciò comporta che contro di esso deve ammettersi piena tutela mediante una facoltà […]
La condotta del condomino tra furto e appropriazione indebita – Cass. Pen., sez. V, 23 aprile 2025, n. 15818
SOMMARIO: 1. Massima. 2. Il fatto. 3. La decisione. 4. Conclusioni. Massima Integra il delitto di furto e non quello di appropriazione indebita la condotta del condominio che, tramite allaccio abusivo al contatore condominiale, si impossessa dell’energia destinata alla proprietà comune. Il fatto Con la sentenza indicata in epigrafe La Corte di appello ha confermato la sentenza del […]
Peculato e la nozione di “altruità” – Cass. Pen. Sez. VI, 23 marzo 2025, n. 10068
SOMMARIO: 1. Massima. 2. Il fatto. 3. La decisione. 4. Conclusioni. Massima Integra la condotta del delitto di peculato di cui all’art. 314 c.p. anche la condotta del pubblico agente che si appropri di un bene di un soggetto privato, non esclusivamente della PA. Il concetto di “altruità” non richiede, infatti, l’effettiva proprietà della cosa da parte di […]
Amministratore di condominio e mediatore immobiliare: riconosciuta la compatibilità dell’esercizio congiunto – Cons. Stato, sez. VI, (ud. 20 febraio 2025) dep. 07 marzo 2025, n. 1925
SOMMARIO: 1. Massima. 2. Il fatto. 3. La decisione. 4. Conclusioni. Massima L’esercizio congiunto delle attività di amministratore di condominio ed agente immobiliare non può considerarsi a priori incompatibile in senso astratto e assoluto, pena la contrarietà al principio di proporzionalità e alla libertà di prestazione di servizi garantita dall’Unione europea, dovendosi piuttosto procedere ad una valutazione caso […]
Univocità e idoneità degli atti ai fini della configurabilità del tentativo di deturpamento o imbrattamento di beni culturali (art. 508 duodecies c.p.) – Cass. Pen., sez. III, 1 aprile 2025, n. 12518
SOMMARIO: 1. Massima. 2. Il fatto. 3. La decisione. 4. Conclusioni. Massima In tema di tentativo, l’univocità e idoneità degli atti posti in essere debbono potersi rilevare obiettivamente dalla condotta degli agenti e dalle modalità degli atti da loro posti in essere, senza che, a tal fine, possa farsi riferimento ai propositi interni degli agenti, dei quali non […]
In caso di intervenuta prescrizione del reato presupposto, l’assenza della prova positiva di innocenza della persona fisica non può di per sé giustificare l’affermazione di responsabilità dell’ente – Cass. Pen., sez. VI, 11 aprile 2025, n. 14343
SOMMARIO: 1. Massima. 2. Il fatto. 3. La decisione. 4. Conclusioni. Massima In caso di intervenuta prescrizione del reato presupposto, diversamente da quanto accade per la persona fisica, nei confronti dalla quale l’emissione di una sentenza di proscioglimento nel merito ai sensi dell’art. 129, comma II, c.p.p. richiede l’evidenza della prova di innocenza dell’imputato, la condanna dell’ente presuppone, […]




